Sessantotto crolli in un anno scolastico. È il dato che apre il XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole: tra settembre 2025 e agosto 2026 si sono verificati 68 episodi tra distacchi di intonaco, cedimenti di controsoffitti e caduta di pannelli, con 12 feriti. Nella maggior parte dei casi non si tratta di crolli strutturali veri e propri, ma di un fenomeno preciso e ben conosciuto dagli ingegneri: lo sfondellamento dei solai.
Cos’è lo sfondellamento
Molte scuole costruite tra gli anni ’50 e ’80 hanno solai in latero-cemento: travetti in calcestruzzo armato alternati a blocchi di laterizio forati, chiamati pignatte. La parte inferiore della pignatta, il “fondello”, è sottile e rimane appesa sopra le teste degli studenti, nascosta dall’intonaco.
Con il tempo, infiltrazioni d’acqua, dilatazioni termiche, vibrazioni e difetti di costruzione possono staccare il fondello. Quando cede, cadono insieme laterizio e intonaco: pochi chili di materiale da tre o quattro metri di altezza, sufficienti a ferire gravemente una persona. Il solaio di solito continua a reggere, ma il pericolo per chi sta sotto è reale.
I segnali da non ignorare
- intonaco rigonfio o che “suona a vuoto” se battuto;
- crepe parallele tra loro sul soffitto, che seguono l’andamento dei travetti;
- macchie di umidità, soprattutto sotto bagni, terrazzi e coperture;
- piccoli frammenti di intonaco o polvere sul pavimento al mattino;
- pannelli del controsoffitto deformati, non allineati o con ganci allentati.
Chiunque noti uno di questi segnali dovrebbe avvisare subito il dirigente scolastico, che a sua volta deve segnalarlo per iscritto all’ente proprietario (Comune o Provincia) e, se il pericolo è immediato, interdire l’uso del locale.
Come si fanno le indagini
La prevenzione funziona solo se è sistematica. Una campagna di verifica seria comprende:
- Analisi documentale: anno di costruzione, progetti, tipologia di solaio, interventi precedenti.
- Indagine visiva di tutti i soffitti, locale per locale.
- Battitura manuale dell’intonaco per individuare le zone distaccate.
- Termografia a infrarossi, che mostra discontinuità e zone umide senza toccare il soffitto.
- Saggi a campione per vedere lo stato reale di pignatte e travetti.
- Prove di carico o pull-out sui controsoffitti e sui loro ancoraggi.
Il risultato è una mappa del rischio che indica dove intervenire subito e dove programmare il monitoraggio.
Le soluzioni tecniche
- Reti antisfondellamento: reti in fibra di vetro o metalliche, ancorate ai travetti, che trattengono i frammenti in caso di distacco;
- Controsoffitti antisfondellamento certificati, progettati per sostenere il peso di un eventuale cedimento;
- Intonaci armati e sistemi di placcaggio;
- Eliminazione delle cause: rifacimento delle impermeabilizzazioni e riparazione degli scarichi, senza le quali qualsiasi rete è solo un rimedio temporaneo.
Attenzione ai controsoffitti esistenti: anche quelli moderni possono cedere se ganci e pendini sono sottodimensionati o corrosi. Vanno verificati come il solaio.
I fondi disponibili
Ad agosto 2026 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stanziato 114,4 milioni di euro per la sicurezza degli edifici scolastici, che comprendono anche lavori su solai e controsoffitti, rimozione dell’amianto e prevenzione sismica. Per gli interventi su solai e controsoffitti già finanziati, il termine di rendicontazione è stato prorogato al 31 ottobre 2026. Gli enti locali che non hanno ancora mappato i propri edifici hanno quindi uno strumento in più per partire.
Chi deve fare cosa
La responsabilità della verifica dei solai è dell’ente proprietario dell’edificio, cioè Comune o Provincia. Ma il dirigente scolastico, in quanto datore di lavoro, ha un ruolo preciso: deve conoscere i rischi presenti nel proprio istituto, segnalarli formalmente all’ente e, nell’attesa degli interventi, adottare le misure organizzative possibili, ad esempio interdire l’aula o il corridoio interessato.
La giurisprudenza su questo è netta. Nel caso del crollo del controsoffitto al liceo Darwin di Rivoli, avvenuto il 22 novembre 2008, in cui morì lo studente Vito Scafidi e altri 17 rimasero feriti, la Cassazione nel 2015 ha confermato le condanne non solo dei tecnici della Provincia ma anche dei docenti che, negli anni, avevano ricoperto il ruolo di responsabili della sicurezza dell’istituto. Secondo i giudici, le gravi anomalie di quel controsoffitto, “conoscibile, ispezionabile e monitorabile”, avrebbero potuto essere individuate in un quarto di secolo di controlli mancati.
Quanto costa una campagna di indagini
I costi variano molto in base alla superficie, all’accessibilità dei soffitti e alla tecnica scelta. Come ordine di grandezza, una campagna completa con indagine visiva, battitura, termografia e qualche saggio costa tipicamente pochi euro al metro quadrato di solaio indagato. Gli interventi con reti antisfondellamento costano di più, ma restano di solito molto inferiori al rifacimento del solaio. In ogni caso vale una regola: l’indagine deve venire prima dell’intervento, altrimenti si rischia di mettere reti dove non servono e di trascurare le zone davvero critiche.
Gli errori più comuni
- Intervenire solo dopo un distacco. Quando cade il primo pezzo di intonaco, è probabile che altri fondelli dello stesso solaio siano nelle stesse condizioni. La verifica va estesa a tutto l’edificio, non solo all’aula interessata.
- Coprire con un controsoffitto leggero. Un controsoffitto in cartongesso o in pannelli non certificati non è una protezione: può cedere sotto il peso dei frammenti e aggiungere pericolo.
- Dimenticare le cause. Una rete antisfondellamento sotto un solaio che continua a prendere acqua dal tetto rallenta il problema ma non lo risolve.
- Non documentare. Senza un registro delle verifiche e una mappa aggiornata, ogni nuovo tecnico deve ripartire da zero.
- Non informare la scuola. Il dirigente e l’RSPP devono ricevere i risultati delle indagini per aggiornare il documento di valutazione dei rischi.
Il controllo periodico: una proposta pratica
Una volta fatta la campagna iniziale, il monitoraggio può diventare una routine semplice:
- un sopralluogo visivo all’inizio di ogni anno scolastico, a cura dell’ufficio tecnico dell’ente, con scheda per ogni locale;
- una segnalazione immediata da parte del personale scolastico, con un modulo semplice, ogni volta che si nota un’anomalia;
- un controllo dopo ogni evento rilevante: forti piogge con infiltrazioni, scosse di terremoto, lavori sulla copertura;
- una nuova campagna strumentale ogni cinque anni circa, o prima se il monitoraggio lo suggerisce.
Domande frequenti
Lo sfondellamento può far crollare l’intero solaio?
Di solito no: i travetti continuano a reggere. Il rischio è la caduta di frammenti di laterizio e intonaco, che può comunque essere grave per chi si trova sotto.
Le scuole nuove sono a rischio?
Molto meno. Il fenomeno riguarda soprattutto solai in latero-cemento realizzati tra gli anni ’50 e ’80, con laterizi a fondello sottile. Anche negli edifici recenti, però, i controsoffitti vanno verificati.
Cosa fare se cade un pezzo di intonaco in classe?
Far uscire subito gli studenti, interdire l’aula, avvisare il dirigente scolastico, fotografare e segnalare per iscritto all’ente proprietario chiedendo un sopralluogo urgente.
In sintesi
Lo sfondellamento non arriva all’improvviso: dà segnali, si può individuare con indagini relativamente economiche e si può neutralizzare con tecniche collaudate. Il vero rischio è non guardare. Una campagna di indagini sui soffitti costa una frazione di quanto costa gestire un crollo, in termini economici e soprattutto umani.
Riferimenti normativi
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 – Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro
- D.Lgs. 81/2008, art. 18, comma 3 – Obblighi strutturali a carico dell’ente proprietario negli edifici scolastici
- Legge 11 gennaio 1996, n. 23 – Norme per l’edilizia scolastica (competenze di Comuni e Province)
- DM 17 gennaio 2018 – Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018), cap. 8 Costruzioni esistenti
- Codice penale, artt. 589 e 590 – Omicidio colposo e lesioni personali colpose


