Incendi di impianti fotovoltaici su edifici residenziali: casi emblematici, cause ricorrenti, nuova Linea guida VVF 2025 e norme internazionali. Una guida per progettisti e installatori su presidi antincendio, sezionamento di emergenza, accumuli al litio e protezione della copertura dalla propagazione del fuoco.
Premessa
Gli incendi che coinvolgono impianti fotovoltaici su edifici residenziali sono rari, ma quando si verificano presentano caratteristiche che li distinguono da un comune incendio domestico: un generatore che resta in tensione finchรฉ c’รจ luce, un’intercapedine sotto i moduli che favorisce la propagazione, una copertura che puรฒ trasformarsi in combustibile e, sempre piรน spesso, un sistema di accumulo al litio. L’obiettivo dell’articolo รจ fornire a chi progetta e realizza questi impianti un quadro operativo per ridurre sia la probabilitร di innesco sia le conseguenze di un incendio.
Il tema รจ di stretta attualitร : la diffusione del fotovoltaico sui tetti continua a crescere, nel 2026 diversi incendi in Europa hanno riportato l’attenzione sul rischio e dal 1ยฐ settembre 2025 รจ operativa la nuova Linea guida di prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco (DCPREV 14030), che aggiorna dopo oltre dieci anni la guida del 2012.
Il perimetro di analisi comprende: i dati statistici disponibili; i casi di incendio piรน emblematici e le lezioni che ne derivano; le cause ricorrenti; il quadro normativo italiano e le principali indicazioni internazionali (Stati Uniti, Regno Unito, Germania, IEC e IEA); i presidi antincendio necessari; l’approccio orientato alla limitazione delle conseguenze, illustrato con l’analisi ad albero degli eventi. In coda, una serie di FAQ tecniche.
Il campo di applicazione รจ quello degli impianti fotovoltaici installati su edifici residenziali, in copertura o integrati nell’involucro, con o senza accumulo: dalle abitazioni unifamiliari ai condomini, compresi quelli soggetti ai controlli di prevenzione incendi. Restano esclusi gli impianti a terra. L’articolo si rivolge a progettisti, installatori, professionisti antincendio, amministratori di condominio e tecnici assicurativi.
Incendi di impianti fotovoltaici: quanto sono frequenti davvero
Il fotovoltaico sui tetti รจ ormai un elemento ordinario del paesaggio urbano: in Svizzera, ad esempio, il numero di impianti รจ quintuplicato tra il 2017 e il 2025 superando le 350.000 unitร . Con la diffusione aumentano inevitabilmente anche gli episodi di incendio che coinvolgono i generatori fotovoltaici, e con essi l’attenzione dei media. ร quindi utile partire dai numeri, per inquadrare il fenomeno senza allarmismi ma anche senza sottovalutazioni.
Le statistiche disponibili concordano su un punto: la probabilitร che un impianto causi un incendio rilevante รจ molto bassa. Uno studio dell’istituto Fraunhofer citato dagli assicuratori svizzeri stima che solo lo 0,006% degli impianti provochi incendi con danni significativi. In Germania, su 1,3 milioni di impianti presenti nel 2013, circa 350 sono stati coinvolti in incendi, ma solo 120 ne sono stati identificati come causa effettiva. Nei Paesi Bassi, tra il 2015 e il 2018, si sono registrati appena 27 incendi in edifici con fotovoltaico, 23 dei quali in abitazioni.
Il quadro perรฒ si sta muovendo. Un’indagine congiunta di NIPV, NEN e TNO sui Paesi Bassi ha rilevato un aumento significativo dei casi tra il 2022 e il 2023: su circa 10.000 edifici colpiti da incendio, 152 avevano un impianto in copertura; dei 70 casi approfonditi, 31 erano partiti dall’impianto fotovoltaico e 27 di questi erano riconducibili a difetti di installazione o dei componenti. Gli stessi ricercatori prevedono ulteriori aumenti, sia per l’invecchiamento degli impianti piรน datati sia per la proliferazione di installatori che non sempre operano a regola d’arte. In Italia, giร a fine 2015 il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco contava complessivamente circa 2.500 interventi per incendi in attivitร con presenza di impianti fotovoltaici.
Il messaggio di fondo รจ chiaro: il rischio non deriva dalla tecnologia in sรฉ, ma da come viene progettata, installata e mantenuta. Ed รจ proprio su questo terreno che si gioca la sicurezza degli edifici residenziali.
Incendi su tetti con fotovoltaico: i casi piรน emblematici in Europa e negli Stati Uniti
Alcuni episodi hanno segnato il dibattito pubblico e tecnico, sia per la loro spettacolaritร sia per le lezioni che hanno lasciato. La tabella riassume i piรน significativi, seguiti da un breve commento.
| Caso | Anno | Cosa รจ successo | Lezione |
| Bow Wharf, Londra (residenziale in costruzione) | 2017 | Tetto distrutto per almeno il 75%, circa 80 vigili del fuoco impegnati; causa piรน probabile un guasto elettrico nel campo fotovoltaico | Anche impianti nuovi possono incendiarsi; il campo FV in copertura complica lo spegnimento |
| Thornton Heath, Londra (condominio) | 2017 | Incendio di un blocco di appartamenti; secondo il gestore, indagine iniziale su un pannello surriscaldato | Hot spot e surriscaldamenti vanno intercettati con la manutenzione |
| Hampshire / Eastleigh (abitazioni) | 2018 | Due incendi domestici ravvicinati; in uno un uomo รจ finito in ospedale, nell’altro tetto distrutto al 100% | Il guasto elettrico nell’area dei moduli si propaga facilmente alla copertura |
| Abitazioni servite da SolarCity/Tesla (USA) | 2018-2019 | Incendi su tetti residenziali; in un caso la famiglia ha vissuto in hotel per oltre un anno | Il danno da fumo e acqua puรฒ rendere la casa inagibile a lungo |
| Walmart / Tesla, 7 punti vendita (USA) | 2012-2018 | Incendi in copertura su sette negozi; contestati difetti visibili, hot spot e messa a terra non corretta | Ispezioni e manutenzione affidate a personale qualificato sono decisive |
| Accumuli domestici, Germania e Austria | 2023 | Serie di incendi ed esplosioni di batterie in cantine e locali tecnici di abitazioni | L’accumulo al litio introduce un rischio specifico (thermal runaway) |
| Legnano, villetta | 2026 | Pannelli in fiamme sul tetto, spenti dai Vigili del Fuoco con autoscala; nessun ferito | L’accessibilitร della copertura ai soccorsi รจ un presidio |
Bow Wharf, Londra: il tetto distrutto da un guasto nel campo fotovoltaico
Il 2 luglio 2017, poche settimane dopo la tragedia della Grenfell Tower, un incendio ha devastato la copertura di un complesso residenziale di pregio ancora in costruzione a Bow Wharf, nell’est di Londra. Una dozzina di autopompe e circa 80 vigili del fuoco sono intervenuti; almeno tre quarti del tetto e parte del terzo piano sono andati distrutti. Gli investigatori della London Fire Brigade hanno poi classificato l’evento come accidentale, indicando come causa piรน probabile un guasto elettrico non identificato all’interno del campo fotovoltaico. L’episodio, insieme all’incendio di Thornton Heath dello stesso anno, ha spinto la brigata londinese a sperimentare uno spray coprente che oscura i moduli e ne interrompe la produzione di corrente durante gli interventi.
Walmart contro Tesla: sette incendi e il ruolo della manutenzione
Pur riguardando edifici commerciali, il contenzioso avviato nel 2019 da Walmart รจ istruttivo anche per il residenziale. Il gruppo ha denunciato almeno sette incendi in copertura tra il 2012 e il 2018 su impianti installati e gestiti da SolarCity (poi Tesla) su oltre 240 negozi. Le contestazioni riguardavano pannelli danneggiati, cavi penzolanti, punti caldi su numerosi siti e collegamenti a terra non corretti, oltre a ispezioni condotte da personale privo di formazione specifica. Uno degli incendi si sarebbe verificato addirittura mesi dopo la messa fuori tensione del sistema. Negli stessi mesi emergevano anche casi su abitazioni private servite dalla stessa azienda.
Incendi di batterie domestiche in Germania e Austria: il rischio degli accumuli al litio
Nel settembre 2023 una serie di incendi di batterie domestiche ha interessato Germania e Austria: a Kleinkahl un guasto tecnico ha fatto esplodere l’accumulo di un impianto in una casa unifamiliare, saturando l’abitazione di fumo tossico; episodi analoghi si sono verificati in cantine a Kochel am See e altrove. Uno studio dell’universitร RWTH di Aquisgrana pubblicato nel 2025 ridimensiona la frequenza del fenomeno (probabilitร di incendio di circa lo 0,005% annuo, circa 50 volte inferiore a quella di un generico incendio domestico e paragonabile a un’asciugatrice), ma gli stessi autori avvertono che le conseguenze di un incendio di batteria possono essere piรน gravi.
Da Malton a Legnano: gli incendi del 2026 riaccendono l’attenzione
Nell’estate 2026 l’incendio che ha distrutto un reparto ospedaliero a Malton, nel North Yorkshire, รจ stato attribuito come causa probabile ai pannelli solari; in precedenza tre episodi in scuole primarie inglesi avevano spinto la contea del Suffolk a spegnere per precauzione i pannelli di circa 80 istituti. In Svizzera si รจ registrata una serie ravvicinata di incendi su tetti con impianti, anche se gli assicuratori cantonali sottolineano che spesso il fuoco nasce nell’edificio e non nei moduli. In Italia le cronache locali riportano con regolaritร interventi su tetti di abitazioni, come quello di Legnano del 2 settembre 2026.
Cause di incendio negli impianti fotovoltaici: errori di posa, archi in corrente continua e hot spot
Le indagini piรน approfondite, a partire dal programma triennale del BRE (Building Research Establishment) per il governo britannico, concordano nell’indicare nell’errore di installazione la causa ricorrente. Il BRE ha analizzato 58 incendi: circa 20 direttamente imputabili all’impianto, con la posa non corretta come causa principale in 13 casi e i sezionatori in corrente continua tra i componenti piรน frequentemente coinvolti. Le cause tipiche sono:
- archi elettrici in corrente continua, generati da connettori incompatibili o mal crimpati, morsetti allentati, cavi danneggiati: a differenza della corrente alternata, l’arco in continua non si estingue spontaneamente;
- hot spot su celle danneggiate, microfratturate o ombreggiate, che portano localmente il modulo a temperature elevate;
- sezionatori e quadri di stringa sottodimensionati o installati in modo non idoneo;
- inverter collocati su superfici combustibili o in spazi senza ventilazione;
- fattori esterni: fulmini, grandine, roditori o volatili che danneggiano cavi e moduli;
- invecchiamento e assenza di manutenzione, che accrescono il rischio verso la fine della vita utile dell’impianto.
A ciรฒ si aggiungono due aggravanti costruttive. La prima รจ l’intercapedine tra moduli e copertura: le prove sperimentali condotte per il governo britannico su tetti a falda hanno mostrato che la cavitร creata dal pannello spinge le fiamme piรน in alto anche quando il modulo contribuisce poco come combustibile. La seconda รจ la presenza di strati combustibili nel pacchetto di copertura (isolanti, guaine bituminose, tavolati), che trasforma un innesco localizzato in un incendio esteso.
Infine c’รจ il problema dell’intervento. Finchรฉ c’รจ luce i moduli producono tensione, che in un impianto residenziale puรฒ raggiungere diverse centinaia di volt in corrente continua: aprire l’interruttore generale dell’abitazione non mette in sicurezza il tratto tra moduli e inverter. ร proprio su questo aspetto che si concentrano molte delle indicazioni internazionali.
| Hot spot Area di un modulo fotovoltaico che si surriscalda perchรฉ una o piรน celle, ombreggiate, sporche o danneggiate da microfratture, smettono di produrre e iniziano a dissipare l’energia delle celle vicine. ร individuabile con la termografia a infrarossi e, se trascurato, puรฒ degradare il modulo fino a innescare un incendio. |
| Arco elettrico in corrente continua Scarica elettrica che si innesca quando un circuito in corrente continua si interrompe o presenta un contatto difettoso, ad esempio un connettore allentato o danneggiato. A differenza della corrente alternata, che si annulla 100 volte al secondo, la corrente continua non passa mai per lo zero: l’arco non si estingue spontaneamente e puรฒ raggiungere temperature di migliaia di gradi, sufficienti a innescare i materiali vicini. |
Prevenzione incendi e fotovoltaico: le regole in Italia e all’estero
Linea guida VVF 2025 (DCPREV 14030): cosa prevede per la progettazione
Dal 1ยฐ settembre 2025 รจ operativa la nuova Linea guida di prevenzione incendi per la progettazione, installazione, esercizio e manutenzione di impianti fotovoltaici (nota DCPREV n. 14030 del 01/09/2025), che sostituisce la guida del 2012 (nota prot. 1324/2012); la successiva nota DCPREV n. 14668 del 10/09/2025 ne ha chiarito l’applicazione transitoria. Si applica agli impianti fino a 1.500 V in corrente continua a servizio di attivitร soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco (D.P.R. 151/2011), con diversi gradi di integrazione nell’involucro: coperture, facciate, pergole, tettoie e pensiline. Sono esclusi, tra gli altri, gli impianti a terra e i sistemi plug & play sotto gli 800 W.
Per il residenziale questo significa che la Linea guida รจ cogente per i condomini soggetti ai controlli (ad esempio gli edifici di civile abitazione con altezza antincendio superiore a 24 metri), mentre per villette e piccoli condomini non soggetti rappresenta il riferimento di regola dell’arte piรน aggiornato. Tra i contenuti principali:
| Tema | Indicazione della Linea guida DCPREV 14030/2025 |
| Copertura | Posa su copertura incombustibile (classe A1) oppure interposizione di uno strato EI 30 con layer A1 esteso all’area del generatore piรน 2 m perimetrali; in alternativa approccio prestazionale secondo UNI EN 13501-5 e CEI TS 82-89 |
| Layout in copertura | Sottocampi di massimo 20 m per lato, separati da corridoi liberi larghi almeno 2 m; fascia perimetrale libera di 1 m; almeno 1 m da evacuatori di fumo, lucernari, camini e aperture |
| Facciate | Sottocampi di massimo 3 m in altezza e 20 m in lunghezza, separati da elementi orizzontali incombustibili aggettanti almeno 0,5 m |
| Sezionamento di emergenza | Obbligatorio, segnalato, protetto dall’incendio e facilmente accessibile ai soccorritori; deve isolare l’impianto da tutte le sorgenti, compresa la generazione fotovoltaica |
| Segnaletica | Cartelli resistenti ai raggi UV nell’area del generatore e ogni 10 m lungo i tratti in corrente continua con l’avvertenza di impianto in tensione durante le ore diurne |
| Inverter | All’aperto o in compartimenti almeno REI/EI 30 ventilati; posa su elementi A1 o con interposizione EI 30 |
| Accumuli (BESS) | Valutazione del rischio di incendio ed esplosione da thermal runaway, con riferimento metodologico alla circolare DCPREV 21021/2024 |
| Manutenzione | Registro dei controlli (DM 1/9/2021), manuale d’uso e manutenzione, verifiche mirate al rischio incendio almeno ogni due anni, termografia IR secondo IEC TS 62446-3 |
Al di lร delle singole prescrizioni, la Linea guida rappresenta un impegno importante sul fronte delle nuove progettazioni. Lo รจ anzitutto per l’impostazione: la sicurezza antincendio non รจ piรน un controllo a valle, ma il punto di partenza del progetto. Il documento chiede che la progettazione sia “effettuata in esito alla valutazione del rischio di incendio” (par. 2.2) e fissa obiettivi che coprono l’intero ciclo di vita dell’impianto: ridurre la probabilitร di innesco, limitare la propagazione dell’incendio attraverso i componenti fotovoltaici, contenerne gli effetti su occupanti, soccorritori e beni, evitare che la caduta di parti dell’impianto comprometta l’esodo o l’intervento delle squadre.
Lo รจ poi per i contenuti, che incidono proprio sulle scelte che si fanno quando l’impianto รจ ancora sulla carta. Il criterio generale, valido per tutte le modalitร di installazione, รจ “evitare l’installazione di impianti fotovoltaici al di sopra od in adiacenza di superfici con inadeguato comportamento al fuoco”, perchรฉ l’impianto potrebbe innescarle o propagare l’incendio all’edificio (par. 3.3.1). ร esattamente il principio della limitazione delle conseguenze discusso piรน avanti in questo articolo: la Linea guida non si accontenta di ridurre la probabilitร di innesco, ma chiede di progettare la copertura in modo che un incendio sul generatore non diventi un incendio dell’edificio. Layout dei sottocampi, corridoi, posizione degli inverter, sezionamento di emergenza, ubicazione degli accumuli: sono tutte decisioni che costano poco se prese in fase di progetto e molto, o sono impossibili, se affrontate dopo.
Infine, il documento lega il progetto alla gestione nel tempo: manuale di uso e manutenzione obbligatorio, registro dei controlli e verifiche mirate al rischio incendio a ogni modifica e comunque ogni due anni (cap. 5). E con la nota di chiarimento del 10 settembre 2025 il regime precedente resta valido solo per gli interventi giร concretamente avviati a quella data: tutte le nuove progettazioni devono confrontarsi con le nuove regole.
Due precisazioni servono a leggerla correttamente. La Linea guida si presenta come “uno strumento di indirizzo, non limitativo delle scelte progettuali”: il progettista puรฒ adottare soluzioni diverse, purchรฉ dimostri di raggiungere gli stessi obiettivi di sicurezza. E formalmente si applica alle attivitร soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco, ma il documento stesso afferma che le sue indicazioni “possono costituire un utile riferimento” anche per gli impianti in attivitร non soggette (par. 1.2), cioรจ per la gran parte delle abitazioni. ร un invito che i progettisti del residenziale farebbero bene a raccogliere. Per gli edifici esistenti, invece, l’adeguamento รจ piรน complesso: nelle attivitร soggette l’installazione di un impianto costituisce di regola una modifica rilevante, e una copertura leggera con isolante combustibile non si trasforma facilmente in una copertura incombustibile.
Sul fronte normativo tecnico restano centrali la CEI 64-8 sezione 712, la CEI 82-25 e la serie CEI EN 61730 sulla sicurezza dei moduli; il CEI ha inoltre lavorato a un documento specifico (progetto C1320) sui protocolli di prova del comportamento al fuoco dei moduli installati sulle coperture.
BAPV e BIPV BAPV (Building Applied Photovoltaics) indica moduli applicati sopra un elemento dell’edificio, ad esempio pannelli montati su un tetto esistente. BIPV (Building Integrated Photovoltaics) indica moduli che sostituiscono un elemento costruttivo e ne svolgono le funzioni, come tegole, vetrate o rivestimenti di facciata fotovoltaici. La distinzione รจ rilevante perchรฉ la Linea guida VVF prevede requisiti diversi per le due tipologie. |
Stati Uniti: percorsi sul tetto e rapid shutdown secondo IFC e NEC
Il modello statunitense รจ il piรน prescrittivo sugli aspetti operativi. L’International Fire Code (sezione 1205) e l’International Residential Code (R324.6) impongono sulle abitazioni almeno due percorsi larghi 36 pollici (914 mm) su falde diverse, dalla gronda al colmo, piรน un percorso per ogni falda occupata dai moduli, e una fascia libera sotto il colmo di 18 o 36 pollici a seconda della percentuale di tetto coperta, per consentire ai vigili del fuoco di muoversi e ventilare la copertura. Il National Electrical Code (NFPA 70, art. 690.12) richiede la funzione di rapid shutdown, che abbatte la tensione dei conduttori sul tetto con un comando dedicato, segnalato con etichette permanenti in prossimitร del punto di disconnessione.
Regno Unito: le indagini BRE e il codice di buona pratica RC62
Il programma BRE commissionato dal governo britannico ha prodotto raccomandazioni distinte per l’industria fotovoltaica e per i servizi antincendio, tra cui formazione specifica degli installatori sulla consapevolezza del rischio incendio e sui sezionatori in continua. Nel 2023 la Fire Protection Association, con MCS e Solar Energy UK, ha pubblicato la nuova edizione del documento RC62, un codice di buona pratica nato per gli assicuratori e oggi riferimento per l’intero settore; pur focalizzato sulle coperture commerciali, molte sue indicazioni valgono per qualsiasi impianto.
Germania: interruttore per i vigili del fuoco e distanze di spegnimento DIN VDE 0132
In Germania la DIN VDE 0100-712 e la regola applicativa VDE-AR-E 2100-712 disciplinano le misure in corrente continua per la sicurezza durante lo spegnimento, compreso il cosiddetto interruttore per i vigili del fuoco. La DIN VDE 0132 fissa le distanze minime per l’uso dell’acqua su impianti in bassa tensione: 1 metro con getto nebulizzato e 5 metri con getto pieno; l’uso di schiuma รจ ammesso solo su impianti fuori tensione. Le schede operative per i pompieri, come la DGUV 205-019, partono dal presupposto che l’impianto sia sempre in tensione fino a 1.000 V in continua. Il messaggio ai cittadini รจ netto: i vigili del fuoco spengono anche le case con il fotovoltaico, smentendo il diffuso luogo comune secondo cui le lascerebbero bruciare.
IEC TR 63226 e IEA PVPS: i riferimenti tecnici internazionali
A livello internazionale il rapporto tecnico IEC TR 63226 fornisce un quadro per la gestione del rischio incendio dei sistemi fotovoltaici sugli edifici, ed รจ esplicitamente richiamato dalla Linea guida italiana come strumento per la valutazione del rischio. L’IEA PVPS ha pubblicato nel 2017 (Task 12) una rassegna delle migliori pratiche per le operazioni dei vigili del fuoco in presenza di impianti fotovoltaici in Giappone, Stati Uniti ed Europa, e nel 2023 (Task 15) una mappatura dei laboratori e delle norme sulla sicurezza al fuoco del fotovoltaico integrato (BIPV). In Svizzera, anche quando non serve una licenza edilizia, l’impianto deve comunque rispettare le prescrizioni antincendio cantonali e delle assicurazioni cantonali.
| Riferimenti normativi essenziali Italia: Linea guida VVF di prevenzione incendi per impianti fotovoltaici (nota DCPREV 14030 del 01/09/2025) e nota di chiarimento DCPREV 14668 del 10/09/2025; D.P.R. 151/2011; DM 1/9/2021 (controlli e manutenzione); circolare DCPREV 21021/2024 (sistemi di accumulo)Norme tecniche: CEI 64-8 sez. 712; CEI 82-25; CEI EN IEC 61730-1/-2; CEI EN 62446-1/-2; IEC TS 62446-3 (termografia); UNI EN 13501-1 e UNI EN 13501-5; CEI TS 82-89; IEC TR 63226Stati Uniti: International Fire Code sez. 1205; International Residential Code R324.6; NFPA 70 (NEC) art. 690.12; NFPA 550Regno Unito: rapporti BRE National Solar Centre per BEIS; RC62 (FPA, MCS, Solar Energy UK, 2023)Germania: DIN VDE 0100-712; VDE-AR-E 2100-712; DIN VDE 0132; DGUV Information 205-019 |
Presidi antincendio per abitazioni con fotovoltaico e accumulo
Dall’analisi dei casi e delle norme emerge un insieme di presidi che, in un edificio residenziale dotato di fotovoltaico, andrebbero considerati necessari, indipendentemente dall’obbligo formale. La tabella li riassume; di seguito il commento.
| Presidio | Funzione | Riferimento |
| Dispositivo di sezionamento di emergenza / rapid shutdown | Mettere fuori tensione l’impianto, compreso il lato in corrente continua, con un comando unico e accessibile | DCPREV 14030/2025; NEC 690.12; VDE-AR-E 2100-712 |
| Segnaletica e planimetria dell’impianto | Informare i soccorritori su posizione di moduli, cavi in continua, inverter, accumulo e comandi | DCPREV 14030/2025; IFC 1205 |
| Estintori idonei all’uso su apparecchiature elettriche | Primo intervento su principi d’incendio di inverter e quadri (tipicamente CO2 o polvere), rispettando le distanze indicate in etichetta | Buona tecnica; DIN VDE 0132 per le distanze |
| Rivelatori di fumo e calore | Allarme precoce nel locale tecnico di inverter e accumulo, in sottotetti e autorimesse | Rivelatori domestici EN 14604 |
| Compartimentazione del locale accumulo | Contenere un eventuale thermal runaway e il fumo tossico, lontano da camere e vie di esodo | DCPREV 14030/2025; DCPREV 21021/2024 |
| Copertura incombustibile o strato di protezione | Impedire che un innesco sul generatore si propaghi al pacchetto di copertura e all’interno | DCPREV 14030/2025; UNI EN 13501-5 |
| Percorsi e accessibilitร della copertura | Consentire l’intervento dei vigili del fuoco sul tetto | IFC 1205 / IRC R324.6 |
| Manutenzione e termografia periodica | Individuare hot spot, connettori degradati e serraggi allentati prima che diventino inneschi | DCPREV 14030/2025; IEC TS 62446-3 |
Sezionamento di emergenza e segnaletica per i soccorritori
Il presidio piรน importante รจ il dispositivo di sezionamento di emergenza, che deve consentire di togliere tensione all’impianto, compreso il generatore fotovoltaico, con un comando collocato in posizione nota, protetta e raggiungibile dai soccorritori. Non basta il sezionatore all’ingresso dell’inverter, se i cavi in continua attraversano l’abitazione: le soluzioni piรน efficaci riducono la tensione direttamente in prossimitร dei moduli (ottimizzatori o dispositivi di spegnimento a livello di modulo, microinverter). Va accompagnato da una segnaletica chiara e da una planimetria aggiornata, conservata vicino al quadro elettrico principale, e da un’informazione preventiva al comando dei Vigili del Fuoco competente, come raccomandato da anni dagli stessi soccorritori.
Estintori e rivelatori di fumo nel locale tecnico
In un’abitazione con fotovoltaico รจ opportuno disporre di almeno un estintore portatile omologato per l’uso su apparecchiature elettriche in tensione, collocato in prossimitร di inverter, quadri e accumulo ma non al loro interno, cosรฌ da poterlo raggiungere senza attraversare il locale coinvolto. Per i quadri e gli inverter si impiegano tipicamente estintori ad anidride carbonica, che non lasciano residui, oppure a polvere polivalente; l’etichetta indica la tensione massima e la distanza minima di impiego, che vanno rispettate. Va chiarito ai residenti che l’estintore serve solo per un principio d’incendio: un modulo in fiamme sul tetto o una batteria in fuga termica non sono situazioni da affrontare in autonomia, e la prioritร resta allontanarsi e chiamare il 112.
Nel locale tecnico in cui si trovano inverter e accumulo andrebbe installato un rivelatore di fumo (o di calore, se l’ambiente รจ polveroso), preferibilmente interconnesso con quelli dell’abitazione, cosรฌ che un principio d’incendio in cantina o in garage sia avvertito anche di notte.
Dove installare l’accumulo al litio in un’abitazione
| Thermal runaway (fuga termica) Reazione a catena in cui una cella agli ioni di litio, danneggiata, sovraccaricata o surriscaldata, genera calore piรน velocemente di quanto riesca a disperderlo. La temperatura sale fino alla decomposizione dei materiali interni, con emissione di gas infiammabili e tossici e possibile propagazione alle celle adiacenti. Un incendio in fuga termica รจ difficile da spegnere e puรฒ riaccendersi anche dopo l’estinzione apparente. |
L’accumulo al litio non va installato in camere da letto, sottoscala che fungono da via di fuga o vani privi di ventilazione. ร preferibile un locale tecnico o un’autorimessa con pareti e solaio di adeguata resistenza al fuoco, con distanze dai materiali combustibili conformi alle istruzioni del costruttore. La scelta di chimiche intrinsecamente piรน stabili, come il litio-ferro-fosfato (LFP), e la verifica di eventuali richiami del produttore completano la prevenzione.
Progettazione a regola d’arte e manutenzione periodica
Infine, i presidi piรน efficaci sono quelli invisibili: un progetto firmato da un tecnico abilitato, componenti certificati e compatibili tra loro (a partire dai connettori, che non vanno mai mescolati tra marche diverse), un installatore qualificato e un piano di manutenzione con verifiche periodiche, serraggi, controllo dei connettori e ispezioni termografiche. Tutte le indagini sui casi reali convergono su questo punto: la gran parte degli incendi si poteva evitare.
| BOX | Check-list per il progettista Valutazione del rischio di incendio prima di definire il layout, con riferimento a IEC TR 63226Verifica del comportamento al fuoco della copertura: incombustibile (A1), strato EI 30 esteso all’area del generatore piรน 2 m, oppure sistema provato secondo UNI EN 13501-5Layout con sottocampi, corridoi e fasce libere; distanza di almeno 1 m da lucernari, camini e apertureSezionamento di emergenza accessibile e protetto; valutare dispositivi di spegnimento a livello di moduloInverter su supporto incombustibile, ventilato, lontano da vie di esodo e materiali combustibiliAccumulo in locale dedicato, compartimentato e ventilato, con rivelatore di fumo; chimica LFP dove possibileSegnaletica UV-resistente, planimetria dell’impianto presso il quadro generale, estintore idoneo all’uso su apparecchiature in tensioneConnettori della stessa marca e modello, crimpati con l’attrezzo previsto dal costruttoreManuale d’uso e manutenzione, registro dei controlli, verifiche antincendio almeno ogni due anni con termografia |
Quando la prevenzione fallisce: impedire che l’incendio passi dal tetto all’edificio
Tutti i presidi descritti finora puntano soprattutto a ridurre la probabilitร di innesco o a mettere in sicurezza l’impianto dal punto di vista elettrico. Olivier Langejan, nel whitepaper “What happens when prevention fails?” pubblicato nell’AllShield Knowledge Center, invita a guardare anche oltre, con un’osservazione semplice: l’impianto puรฒ disattivarsi esattamente come previsto, mentre l’incendio sotto i moduli continua a bruciare. Il sezionamento isola l’energia elettrica, ma non spegne il materiale che ha giร preso fuoco.
La copertina del whitepaper riassume la catena dell’incidente in tre passaggi:
- 1. innesco, ad esempio un arco elettrico su un connettore o su un cavo in corrente continua;
- 2. incendio sotto i moduli, alimentato dall’intercapedine tra pannelli e copertura e dai materiali presenti sul manto;
- 3. propagazione nel pacchetto di copertura, quando le fiamme raggiungono guaina e isolante combustibile e da lรฌ minacciano l’edificio.
Secondo Langejan la prevenzione (componenti migliori, posa corretta, ispezioni, monitoraggio) resta indispensabile, ma non puรฒ portare la probabilitร di innesco a zero. E una volta che l’evento ha superato il punto in cui agisce un certo controllo, quel controllo non puรฒ piรน influire su ciรฒ che accade a valle. Per gli impianti installati sopra coperture combustibili la domanda cambia: non basta chiedersi come evitare l’innesco, ma occorre chiedersi che cosa impedisce a un incendio locale sul tetto di trasformarsi nella perdita dell’intero edificio.
L’autore ha applicato a questo scenario cinque metodi di analisi del rischio molto diversi tra loro: la norma NFPA 550 (Guide to the Fire Safety Concepts Tree), l’analisi bow-tie, l’Event Tree Analysis, la Fault Tree Analysis e il principio della difesa in profonditร (Defense in Depth). La conclusione a cui arrivano tutti รจ la stessa: non lasciare un percorso fisico continuo che porti l’incendio dall’impianto fotovoltaico all’interno dell’edificio.
Langejan precisa che non si tratta di un argomento contro la prevenzione, nรฉ dell’indicazione di un materiale o di un prodotto specifico, ma di un requisito progettuale. Che una copertura offra davvero questa protezione va dimostrato per lo specifico accoppiamento tetto-impianto previsto, non dato per scontato. Il whitepaper distingue inoltre tra nuove costruzioni ed edifici esistenti con coperture leggere, dove intervenire รจ piรน complesso.
Event Tree Analysis: un incendio fotovoltaico non distrugge un edificio in un solo passo
| Event Tree Analysis Tecnica di analisi del rischio che parte da un evento iniziatore, ad esempio l’innesco di un incendio, e ne segue gli sviluppi possibili attraverso una serie di bivi: a ogni bivio una misura di protezione funziona o fallisce. Ne risulta un albero di sequenze, ciascuna con il proprio esito finale e, se si dispone dei dati, la propria probabilitร . |
In un articolo pubblicato su LinkedIn il 14 settembre 2026, “A PV fire does not destroy a building in one step”, Langejan sviluppa uno dei cinque modelli, l’Event Tree Analysis (analisi ad albero degli eventi). Il punto di partenza รจ uno scenario concreto: un connettore cede, si forma un arco elettrico e qualcosa prende fuoco sotto un pannello. ร un fatto grave, ma in quel momento l’edificio non รจ ancora perduto. Tra il primo innesco e un incendio catastrofico c’รจ una sequenza di eventi, e a ogni passaggio qualcosa puรฒ fermare l’escalation o lasciarla proseguire.
L’albero degli eventi parte da un evento iniziatore e segue le sequenze possibili: a ogni ramo una misura di protezione puรฒ funzionare o fallire, aprendo percorsi verso esiti finali molto diversi. La NFPA lo descrive come uno strumento per rappresentare graficamente l’evoluzione di un incendio dall’innesco alla conclusione, nel quale si possono introdurre anche dati di frequenza, affidabilitร e disponibilitร delle protezioni. Applicato al fotovoltaico, a partire dall’evento iniziatore “innesco nell’impianto”, individua quattro rami:
| Ramo | Se la misura funziona | Se la misura fallisce |
| 1. Il problema viene rilevato? (monitoraggio, rilevazione d’arco, fumo notato da qualcuno) | La sequenza puรฒ essere interrotta precocemente | L’incendio prosegue verso il ramo successivo |
| 2. Il sezionamento ferma l’escalation? | Cessa il contributo elettrico all’evento, ma il materiale giร acceso puรฒ continuare a bruciare | L’impianto continua ad alimentare l’incendio |
| 3. La copertura viene coinvolta? | No: il danno resta limitato a moduli, cavi, connettori e strutture | Sรฌ: guaina e isolante combustibile diventano combustibile aggiuntivo e il fuoco si estende nel pacchetto |
| 4. La copertura ferma l’incendio? | Una barriera incombustibile sotto la guaina impedisce la propagazione verso il basso: danno limitato | Il fuoco penetra nell’edificio: incendio dell’edificio |
Il passaggio chiave riguarda il secondo ramo: sezionare non significa spegnere. L’inverter puรฒ essere spento e l’isolamento elettrico puรฒ aver funzionato esattamente come previsto, mentre il materiale sotto i moduli continua a bruciare. A quel punto la domanda non รจ piรน se l’energia elettrica sia stata tolta, ma se l’incendio resta confinato all’impianto o comincia a coinvolgere la copertura. Se calore e fiamme raggiungono il tetto, la guaina e infine l’isolante combustibile sottostante entrano in gioco: il fuoco puรฒ estendersi lateralmente nel pacchetto, penetrare verso il basso o trovare un’altra via verso l’interno. Quello che era nato come un guasto elettrico sopra il tetto diventa un incendio dell’edificio.
Langejan mette a confronto due percorsi che partono dallo stesso guasto e dallo stesso incendio:
- Percorso A, escalation: guasto, innesco, incendio dell’impianto, coinvolgimento della copertura e dell’isolante, ingresso del fuoco nell’edificio, danno grave;
- Percorso B, sequenza interrotta: guasto, innesco, incendio dell’impianto, esposizione della copertura, una barriera limita la propagazione verso il basso, il fuoco resta fuori dal pacchetto protetto, danno limitato.
L’evento iniziale รจ lo stesso, l’esito finale รจ completamente diverso: รจ questa l’essenza della progettazione orientata alla limitazione delle conseguenze. Ne deriva un’osservazione controintuitiva: una barriera che entra in gioco tardi nella sequenza, quando un componente si รจ giร guastato e l’incendio รจ giร in corso, puรฒ avere un peso enorme, perchรฉ la sua importanza non dipende da quanto presto interviene ma da quali esiti separa. In questo caso separa un incidente gestibile sul tetto da un incendio che entra nell’edificio.
L’autore sottolinea anche una differenza di natura tra le protezioni. Rilevazione, sezionamento ed estinzione hanno ciascuna una probabilitร di funzionare o di fallire, e dipendono da sensori, alimentazione elettrica, software, comunicazioni o dall’arrivo tempestivo di qualcuno. Una protezione passiva integrata nella costruzione non dipende da nulla di tutto questo al momento dell’incidente: la domanda รจ soltanto se la barriera e il pacchetto di copertura provato si comportino come progettato quando esposti al fuoco. Non significa che una barriera passiva non possa fallire, perchรฉ progettazione, scelta del sistema e posa restano decisive, ma la sua funzione รจ diversa da quella dei sistemi che devono rilevare, decidere e attivarsi dopo l’inizio dell’evento. In sintesi, l’incendio puรฒ giร essere lรฌ, ma anche la barriera c’รจ giร .
La conclusione dell’articolo si riassume in una formula: la prevenzione cambia la probabilitร , la protezione cambia il finale. Le misure preventive riducono la probabilitร di entrare nella sequenza; una volta avvenuto l’innesco, sono altre misure a stabilire fin dove arriva. Una bassa probabilitร di innesco unita a un percorso senza interruzioni verso la perdita catastrofica resta un rischio serio. Una buona ingegneria del rischio agisce quindi su entrambi i fronti: ridurre la probabilitร di entrare nella sequenza e creare punti sicuri in cui la sequenza possa fermarsi.
Per correttezza va precisato che Langejan lavora per AllShield e che la barriera citata nell’articolo, BarrierSheet, รจ un prodotto dell’azienda: un sottile strato minerale incombustibile posato direttamente sotto la guaina e sopra l’isolante, presentato nei commenti come approvato secondo lo standard FM 4478. L’articolo si riferisce soprattutto a coperture commerciali e industriali, cita come fonti la NFPA, la SFPE (Society of Fire Protection Engineers) e le indicazioni di prova di FM Approvals per i sistemi tetto-fotovoltaico, oltre alla documentazione tecnica del prodotto. Il principio, perรฒ, prescinde dalla soluzione commerciale: nel residenziale la stessa funzione puรฒ essere svolta da una copertura incombustibile o da uno strato di separazione con adeguate prestazioni, come richiede la Linea guida italiana, purchรฉ dimostrata per l’accoppiamento effettivo tra copertura e impianto.
ร una lettura coerente con quanto emerso dalle indagini e dalle norme. La Linea guida italiana del 2025 chiede proprio una copertura incombustibile o uno strato di separazione EI 30 esteso oltre l’area del generatore, e ammette in alternativa la verifica prestazionale del sistema in condizioni d’uso finale secondo UNI EN 13501-5. Le prove sperimentali britanniche mostrano che l’intercapedine sotto i moduli favorisce la salita delle fiamme. Nel caso di Bow Wharf, a essere distrutto รจ stato soprattutto il tetto. Per l’edilizia residenziale, dove isolanti combustibili e coperture in legno sono diffusi, la limitazione delle conseguenze non รจ un tema da capannoni industriali: รจ parte integrante del progetto dell’impianto.
Progettare il fotovoltaico residenziale pensando all’emergenza
Il fotovoltaico residenziale resta una tecnologia sicura, con una probabilitร di incendio molto bassa e paragonabile a quella di comuni elettrodomestici. Ma quando un incendio si verifica, la presenza di un generatore che resta in tensione finchรฉ c’รจ luce, di un’intercapedine che favorisce la propagazione e, sempre piรน spesso, di un accumulo al litio cambia profondamente sia la dinamica dell’evento sia l’intervento dei soccorsi. I casi di Bow Wharf, dei punti vendita Walmart e degli accumuli domestici in Germania lo dimostrano.
La nuova Linea guida dei Vigili del Fuoco del 2025 e le esperienze internazionali, dalle norme statunitensi sul rapid shutdown alle distanze tedesche di spegnimento, indicano una strada comune: progettare pensando all’emergenza, rendere l’impianto sezionabile e riconoscibile, dotare l’edificio di presidi antincendio adeguati e non trascurare la manutenzione. A questo va aggiunto un ultimo livello di difesa: fare in modo che, se la prevenzione fallisce, l’incendio sul tetto non trovi una via aperta verso l’interno della casa. Anche dove non รจ un obbligo di legge, applicarle รจ la scelta piรน responsabile per chi abita sotto quel tetto.
FAQ tecniche
FAQ tecniche sulla sicurezza antincendio del fotovoltaico residenziale
D1. La Linea guida VVF 2025 รจ obbligatoria per un impianto fotovoltaico su una villetta unifamiliare?
R. No. Si applica agli impianti a servizio di attivitร soggette ai controlli di prevenzione incendi (D.P.R. 151/2011), come i condomini con altezza antincendio superiore a 24 m. Per le abitazioni non soggette la stessa Linea guida si indica come utile riferimento (par. 1.2) e rappresenta la regola dell’arte piรน aggiornata.
D2. Il sezionatore di emergenza basta a mettere in sicurezza l’impianto durante un incendio?
R. Toglie tensione a valle del punto di sezionamento, ma il tratto tra moduli e sezionatore resta in tensione finchรฉ c’รจ luce, salvo dispositivi di spegnimento a livello di modulo. E soprattutto non spegne il materiale giร acceso: sezionare non significa estinguere.
D3. Posso installare moduli su una copertura con isolante combustibile?
R. Secondo la Linea guida VVF occorre interporre uno strato EI 30 con layer incombustibile A1 esteso all’area del generatore piรน 2 m perimetrali, oppure dimostrare il comportamento del sistema copertura-moduli con prove secondo UNI EN 13501-5 e CEI TS 82-89, in condizioni d’uso finale.
D4. Che estintore prevedere in un’abitazione con inverter e accumulo?
R. Un estintore omologato per l’uso su apparecchiature elettriche in tensione, tipicamente ad anidride carbonica o a polvere, collocato fuori dal locale tecnico e utilizzato rispettando le distanze indicate in etichetta. Serve per un principio d’incendio: una batteria in fuga termica non va affrontata da soli.
D5. Ogni quanto vanno eseguite le verifiche antincendio sull’impianto?
R. La Linea guida VVF (cap. 5) allinea la periodicitร dei controlli a quella dell’impianto elettrico alimentato e richiede verifiche mirate al rischio incendio a ogni modifica e comunque ogni due anni, con attenzione a giunzioni, serraggi e hot spot. Servono registro dei controlli e manuale d’uso e manutenzione.
D6. Quali distanze rispettare nel layout dei moduli in copertura?
R. La Linea guida VVF prevede sottocampi di massimo 20 m per lato, separati da corridoi liberi di almeno 2 m, una fascia perimetrale libera di 1 m e almeno 1 m da evacuatori di fumo, lucernari, camini e aperture. Per tetti a falda e shed il documento detta regole specifiche.
D7. I vigili del fuoco intervengono su una casa con fotovoltaico?
R. Sรฌ, l’idea che lascino bruciare le case con impianto รจ un luogo comune. Operano considerando l’impianto sempre in tensione e rispettando distanze di sicurezza: secondo la DIN VDE 0132, in bassa tensione, 1 m con getto nebulizzato e 5 m con getto pieno.
Riferimenti normativi e bibliografici
- Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nota DCPREV n. 14030 del 01/09/2025 e allegata Linea guida di prevenzione incendi per la progettazione, installazione, esercizio, manutenzione di impianti fotovoltaici, edizione 2025 (testo integrale)
- Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nota DCPREV n. 14668 del 10/09/2025, chiarimenti applicativi (sintesi: infobuildenergia.it, lavoripubblici.it, ediltecnico.it)
- BRE National Solar Centre, Fire and Solar PV Systems: Investigations and Evidence, per BEIS (gov.uk/government/publications/fire-incidents-involving-solar-panels)
- UK Government, Fire spread over pitched roofs fitted with solar panels (summary), 2025
- Fire Protection Association, RISCAuthority, MCS, Solar Energy UK, RC62 Recommendations for fire safety with PV panel installations, 2023
- International Fire Code sez. 1205, International Residential Code R324.6, NFPA 70 art. 690.12
- DIN VDE 0132; VDE-AR-E 2100-712; DGUV Information 205-019 Einsatz an Photovoltaikanlagen
- IEA PVPS, Report T12-09:2017 Photovoltaics and Firefighters’ Operations; Report T15-15:2023 Fire Safety of BIPV
- IEC TR 63226, gestione del rischio incendio dei sistemi fotovoltaici sugli edifici
- pv magazine, Netherlands maps all PV-related building fires, 28/11/2024; Germany, Austria hit by multiple solar battery fires, 12/10/2023
- Hรถlting et al., Quantitative fire likelihood assessment of battery home storage systems, Journal of Energy Storage 122 (2025)
- Solar Power Portal, articoli su Bow Wharf e incendi in Hampshire; London Evening Standard, settembre 2017
- CNBC, Fortune, ABC News, agosto 2019: causa Walmart contro Tesla; Renewable Energy World / Bloomberg, agosto 2019
- Euronews, Incendi da pannelli solari: cosa sapere e come ridurre il rischio, 26/07/2026
- Tio.ch, Diversi incendi su tetti con impianti solari: perchรฉ succede?, 2026; LegnanoNews, 02/09/2026
- Certifico, Progetto norma CEI C1320 (dati CNVVF al 2015)
- O. Langejan, What happens when prevention fails?, technical whitepaper, serie The Roof Comes First, AllShield Knowledge Center, 2026
- NFPA 550, Guide to the Fire Safety Concepts Tree
- O. Langejan, A PV fire does not destroy a building in one step, LinkedIn, 14/09/2026 (linkedin.com/pulse/pv-fire-does-destroy-building-one-step-olivier-langejan-a384e)
- pv magazine, Dutch startup offers roof coating increasing PV safety, 17/06/2025 (su AllShield)


