Protesi stampate in 3D, maschere intelligenti, droni, robot teleoperati e indumenti che monitorano la temperatura del corpo. Sono i prototipi con cui l’Inail è tornato a Maker Faire Rome, la fiera europea dell’innovazione ospitata al Gazometro Ostiense dal 23 al 25 ottobre 2026. Tutti i progetti hanno un obiettivo comune: prevenire infortuni e malattie professionali e restituire autonomia a chi ha subito un danno.
Un luogo d’incontro con i giovani
Alla manifestazione, giunta alla quattordicesima edizione e promossa dalla Camera di Commercio di Roma, l’Istituto ha allestito uno spazio dedicato alla propria ricerca. Lo hanno visitato il presidente Fabrizio D’Ascenzo e il consigliere di amministrazione Maurizio Millico.
Per D’Ascenzo la fiera è prima di tutto un punto di contatto con studenti delle scuole e delle università: è prioritario che i ragazzi conoscano l’attività pratica dell’Istituto, i dispositivi usati per la prevenzione e quelli per protesica e riabilitazione. Far conoscere la ricerca, ha spiegato, serve anche a incidere sul numero degli incidenti. Le soluzioni sviluppate, una volta realizzate, vengono rese disponibili agli assistiti oppure avviate alla sperimentazione con la rete di partner.
Millico ha sottolineato l’impegno a trasformare la ricerca in soluzioni concrete per rendere il lavoro più sicuro e restituire autonomia agli infortunati, e il valore del confronto con università, imprese e giovani per diffondere la cultura della prevenzione.
La rete della ricerca Inail
I progetti esposti sono stati realizzati dalla Direzione centrale assistenza protesica e riabilitazione, dal Dipartimento di innovazione tecnologica e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) e dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila). Hanno collaborato l’Università Campus Bio-Medico di Roma, il Cnr, l’Istituto Ortopedico Rizzoli, la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, l’Istituto italiano di tecnologia e l’Irccs Ics Maugeri.
Protesica e riabilitazione
I progetti del Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio e del Centro di riabilitazione motoria di Volterra puntano al pieno recupero dell’autonomia e al reinserimento sociale e lavorativo delle persone infortunate.
NoProblem
Il progetto sviluppa nuove metodiche chirurgiche e dispositivi in grado di restituire al paziente feedback sensoriali. Le interfacce tra utente e protesi ricevono così stimoli più ricchi, e il sistema contribuisce anche alla tutela del dispositivo.
Adjoint
Utilizza la stampa 3D di leghe metalliche per realizzare componenti impiantabili e soluzioni strutturali e funzionali per protesi delle dita della mano, progettate in base alle esigenze del singolo paziente.
OsteoAMI
Integra competenze cliniche, chirurgiche, biomeccaniche e protesiche per sviluppare soluzioni sempre più funzionali e integrate con il corpo umano. L’idea nasce dalla volontà di migliorare la qualità della vita delle persone con amputazione transfemorale o transtibiale, rendendo più ricca e naturale l’interazione tra il moncone e l’arto protesico.
D-Pulp
Consente di realizzare protesi e cover di arto superiore con un processo digitale che combina scansione e stampa 3D. Tra i vantaggi ci sono la creazione di un database digitale delle protesi di ogni paziente e un elevato livello di personalizzazione estetica.
DisCover
Riguarda le cover estetiche per protesi di arto inferiore, anch’esse realizzate con la stampa 3D. Il progetto di ricerca ha messo a punto un sistema di stampa che affianca alla personalizzazione estetica la resistenza a urti e graffi.
Handeval e il dispositivo CaBo
Handeval, sviluppato dal Centro di riabilitazione motoria di Volterra, ha l’obiettivo di personalizzare e ottimizzare il percorso riabilitativo. Nell’ambito del progetto è nato CaBo, un dispositivo prototipale che rappresenta l’evoluzione in chiave robotica e digitale della tradizionale tavola canadese, usata in fisioterapia per la riabilitazione funzionale della mano.
Sicurezza sul lavoro: le soluzioni del Dit
Il Dipartimento di innovazione tecnologica e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici ha portato quattro progetti per ridurre l’esposizione ai rischi nelle attività lavorative.
CTrac 4.0 (Compact Tractor 4.0)
È un trattore interamente elettrico a profilo compatto, sviluppato con le università della Tuscia, di Milano e Niccolò Cusano per chi lavora sotto le chiome dei frutteti o nelle serre. I trattori da frutteto tradizionali superano spesso 1,7 metri di altezza e, per passare sotto i rami, gli agricoltori abbassano l’arco di protezione, perdendo la tutela in caso di ribaltamento.
Il prototipo elimina il tunnel centrale della trasmissione e colloca motore e batterie in basso e ai lati: l’altezza scende di circa 20 centimetri, sotto 1,6 metri, e diventa possibile montare un telaio antiribaltamento fisso a quattro montanti, sempre in posizione. La trazione elettrica elimina inoltre l’albero di presa di potenza, riducendo il rischio che gli indumenti restino impigliati. Secondo le informazioni diffuse dalla stampa, il mezzo riduce anche CO2, rumore e vibrazioni rispetto a un equivalente diesel. Il tema è serio: i trattori sono la prima causa di morte in agricoltura, con circa 140 incidenti mortali l’anno in Italia.
Supermaschera
È un dispositivo di protezione individuale indossabile per le vie respiratorie, destinato ai cantieri complessi. Integra sensori e realtà aumentata, in modo che il lavoratore possa leggere il contesto operativo e ambientale e reagire in tempo reale. Ha ottenuto il brevetto per invenzione industriale. Il comunicato non precisa quali sostanze il sistema rilevi né le prestazioni misurate.
Dpi-uAI
Riguarda l’ingegnerizzazione di un dpi uditivo intelligente. Algoritmi di intelligenza artificiale, realtà aumentata e un’architettura IoT sono pensati per gli ambienti ad alto rumore, dove la protezione dell’udito si combina con informazioni sul contesto.
Drone con sensoristica avanzata
Serve a mappare materiali pericolosi: la ricognizione iniziale delle aree a rischio può essere fatta senza esporre una persona. Il comunicato non fornisce altri dettagli tecnici.
Robotica e realtà virtuale
Robot quadrupede con braccio manipolatore
L’unità Dynamic Legged Systems dell’Istituto italiano di tecnologia ha mostrato due demo sui robot quadrupedi, una delle quali sviluppata con l’Inail: un robot di 60 kg con un braccio manipolatore controllato da remoto. L’operatore percepisce l’ambiente grazie a un visore di realtà virtuale e aumentata e può quindi lavorare a distanza in situazioni pericolose. I visitatori hanno provato il visore e teleoperato il braccio. Il comunicato non indica i casi d’uso operativi previsti.
Monitoraggio dei lavoratori: i progetti del Dimeila
Il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale ha presentato due progetti.
Real-Move
Supporta la valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico in tempo reale, quello legato a posture, ripetizioni e movimentazione di carichi. Più telecamere riprendono la persona durante l’attività, senza sensori indossabili né tute speciali. Algoritmi di IA e computer vision ricostruiscono postura e movimenti del corpo e tracciano contemporaneamente persone e oggetti. Il vantaggio è non interferire con il lavoro.
SMART-SHIRT
È un prototipo di maglia che monitora in continuo i parametri termofisiologici e raffredda il corpo in modo localizzato, utile contro lo stress da calore. Combina tessuti avanzati, inchiostri formulati con nanotecnologie, pattern serigrafati sul tessuto e un modulo termoelettrico a effetto Peltier. Modelli di IA e deep learning elaborano i dati, supportano l’attivazione del raffreddamento e inviano segnali di allarme. Il comunicato non indica la fase di sviluppo né i risultati dei test.
Fonti
Comunicato Inail del 26 ottobre 2026: inail.it
Approfondimento sul trattore CTrac 4.0: Avvenire
Sito Maker Faire Rome: makerfairerome.eu


